In questa pagina trovi raccolti tutti i video, i pdf e gli approfondimenti sulla metodologia alla base degli strumenti che compongono le diverse sezioni di Italia Stocks. Cliccando sull’argomento (es: Top Picks) per espandere la sezione e consultare il materiale.
Top Picks
La strategia Alpha Active Italia investe sui principali titoli del mercato italiano, appartenenti all’indice Ftse Mib. L’obiettivo, di medio/lungo periodo, è quello di generare una sovraperformance rispetto a quella dell’indice di riferimento. Per ottenere questo risultato si segue un approccio meccanico, quantitativo e facilmente replicabile.
Il nostro team ha elaborato un algoritmo di selezione – RRR, che valuta esclusivamente una serie di parametri tecnici del mercato, quali trend, Momentum (posizione ciclica) e forza relativa. Questo algoritmo è sintetizzato in un rating, il cui valore oscilla nell’intervallo +6/-6.
La strategia, che lavora su base mensile, seleziona all’inizio di ogni mese, i cinque titoli che presentano le migliori condizioni di profittabilità, valutate proprio attraverso il valore espresso dal rating. I 5 titoli vengono acquistati all’apertura di ogni mese, in modo equipesato (20% su ciascuno dei 5 titoli). La strategia, nel suo assunto di base, è sempre 100% full invested sulla parte azionaria, senza alcun tipo di stop o di copertura. Le posizioni vengono mantenute per tutto il mese, sino alla chiusura. Nelle fasi rialziste la strategia punta a selezionare gli strumenti più performanti mentre nelle fasi ribassiste tende a privilegiare i titoli più difensivi, generando in entrambe le situazioni un Alpha rispetto all’indice Ftse Mib.
PERFORMANCE STATISTICS:
Last month: performance relativa all’ultimo mese solare
Absolute Performance: performance complessiva realizzata dall’inizio del periodo di simulazione (selezionare l’anno di partenza nel menù in basso a sinistra)
Current Year Performance: performance registrata a partire dal primo di gennaio dell’anno in corso (YTD)
Annualized Performance: performance annualizzata calcolata nel regime composto
Max Drawdown (12 m): massima percentuale di perdita, sui 12 mesi, rispetto al capitale massimo accumulato
Last 12m Performance: performance cumulata registrata negli ultimi 12 mesi
Last 36m Performance: performance cumulata registrata negli ultimi 36 mesi
RISK STATISTICS:
Annualized Standard Deviation: deviazione standard annualizzata. Rappresenta una misura della variabilità dei rendimenti rispetto alla loro media. A parità di rendimenti è sempre preferibile scegliere il modello (o il mix di modelli) che è in grado di generarli con la minor deviazione standard.
Efficiency Ratio: indicatore proprietario dalla logica affine a quella dello Sharpe Ratio. Misura il rendimento generato in funzione della volatilità (deviazione standard) con la quale questo è ottenuto. A parità di rendimenti è sempre preferibile scegliere il modello (o il mix di modelli) che è in grado di generarli con il maggior Efficiency Ratio.
Worst Month: mese con la peggior performance storica (indicato a fianco tra parentesi)
Best Month: mese con la miglior performance storica (indicato a fianco tra parentesi)
Positive Months: numero di mesi con performance positive rispetto al periodo di partenza selezionato (anno di partenza nel menu in basso a sinistra)
Negative Months: numero di mesi con performance negative rispetto al periodo di partenza selezionato (anno di partenza nel menu in basso a sinistra)
Forecaster
1. Grafico: nella finestra superiore è rappresentato il Composite Momentum calcolato simultaneamente su tre diversi archi temporali ovvero trimestrale (linea rossa), mensile (linea blu) e settimanale (linea verde). La posizione del Composite Momentum Oscillator corrisponde ad una delle seguenti quattro: Up, Advancing, Down e Terminating. L’interazione delle tre curve definisce la struttura ciclica all’interno di 64 possibili combinazioni. La rilevazione viene effettuata su base settimanale, considerando il prezzo di chiusura della settimana. Nella finestra principale è rappresentata l’evoluzione dei prezzi dell’asset analizzato.
2. Quadro ciclico attuale: identifica la combinazione ciclica sulla base della posizione del Composite Momentum Oscillator sui tre diversi archi temporali (trimestrale, mensile e settimanale). La combinazione corrente diventa la base per un sistema di pattern recognition che identifica situazioni analoghe in tutto il pregresso storico disponibile (variabile da asset ad asset). Maggiore è la lunghezza dello storico e migliore è l’affidabilità dell’analisi.
3. Statistiche di durata: identificano la durata, in numero di settimane, della combinazione in corso, della durata massima/minima/media della combinazione. Quanto più la durata della combinazione è bassa (o comunque inferiore alla media) tanto più tempo resta alla combinazione per estrinsecarsi. Al contrario, quanto più è elevata la durata della combinazione in corso, specialmente se sopra la media, tanto più è probabile la sua conclusione con lo sviluppo ciclico che resta legato alla variazione di una o più posizioni delle curve del Composite Momentum Oscillator.
4. Statistiche di performance: misurano le performance della combinazione ciclica nei suoi precedenti storici. Vengono forniti dei dati di sintesi sul numero di casi precedenti e sulla ripartizione tra sequenze positive (%win) e negative (%loss). Le statistiche vengono integrate con dati più dettagliati relativamente al guadagno medio e massimo della combinazione ed alla perdita media e massima della stessa.
In base alla natura statistica dell’oscillatore, la posizione del Composite Momentum Oscillator (Up, Advancing, Down o Terminating) viene validata in chiusura di periodo. Le posizioni cicliche utilizzate nel Forecaster sono quelle consolidate alla fine del periodo di riferimento, sia esso settimana, mese o trimestre. Non vengono tenute in considerazione variazioni di posizione che fossero poi negate in chiusura di periodo.
5. Probabili evoluzioni cicliche: rappresentano in ordine probabilistico, dalla più probabile alla meno probabile, le possibili evoluzioni della struttura ciclica attuale, sino ad un massimo di quattro. Il dato è prodotto analizzando le evoluzioni dei casi precedenti. Nel caso in cui si presentassero più di quattro possibili evoluzioni vengono riportate le quattro più probabili, tralasciando le opzioni residuali. Per questo motivo la somma delle percentuali delle evoluzioni non necessariamente rappresenterà sempre una somma pari a 100. Per ciascuna evoluzione viene indicata la combinazione ciclica, la probabilità di sviluppo e la misurazione della performance relativa alla casistica stessa (%win/%loss).
6. Valutazione sintetica (tabella): esprime in forma sintetica una valutazione sulla profittabilità della combinazione attuale e su quella dell’evoluzione più probabile. La valutazione è basata sul rapporto %win/%loss delle combinazioni analizzate con una classificazione suddivisa in cinque aree di appartenenza, da molto negativa a molto positiva.
Report
Il report presenta le performance dei principali indici azionari mondiali, delle valute e delle materie prime, analizzate su diversi orizzonti temporali (una settimana, un mese, tre mesi e dell’anno in corso). Questo permette di avere una misura della tendenza in atto su diversi time frame operativi e della presenza di eventuali eccessi, sia rialzisti che ribassisti.
La matrice di correlazione completa il quadro in ottica di valutazioni intermarket e fornisce un supporto decisionale nella creazione di allocazioni di portafoglio.
Le dinamiche di forza relativa possono essere analizzate attraverso lo spaccato delle performance a livello settoriale, tematico e geografico. Proprio a livello geografico è inoltre possibile visualizzare il grafico comparato relativo alle performance degli ultimi 12 mesi dei principali indici azionari.
Sull’indice MIB, per la sua importanza a livello globale, l’analisi viene approfondita anche attraverso i grafici con l’indicatore proprietario Fear/Greed. Questo indicatore è basato sul concetto per cui i punti di svolta più importanti arrivano dopo una persistenza del trend sia al rialzo che al ribasso.
Charts
Metodologia Ciclica
Lo scopo del nostro servizio di analisi è quello di fornire a investitori istituzionali ma soprattutto a risparmiatori e investitori privati, una voce indipendente che li metta strutturalmente a conoscenza del grado di rischio e di opportunità presente sui principali mercati. Il nostro obiettivo è che la conoscenza entri a far parte del processo decisionale permettendo un’allocazione di portafoglio, un processo di money management e un controllo della posizione dei propri investimenti aderenti al proprio profilo di rischio.
Gli strumenti base sono quelli dell’Analisi Tecnica quantitativa di ultima generazione, integrati da metodologie, considerazioni e valutazioni tratte da altre discipline (Analisi Fondamentale e Macro, Statistica ecc.). L’analisi di scenario è basata su una metodologia ciclica, anch’essa controllabile tramite processi quantitativi e statistici. Il nostro approccio ha lo scopo di aumentare il grado medio di affidabilità delle indicazioni, privilegiando la componente numerica dei prezzi e del mercato e limitando il peso della componente soggettiva e interpretativa.
L’impalcatura decisionale è basata su due elementi:
1 – METODOLOGIA DI SCENARIO – Scenari ciclici integrati di medio/lungo termine
2 – METODOLOGIA OPERATIVA – Selezione delle opportunità – Segnali operativi basati sul modello quantitativo INVESTITORE DISCIPLINATO
L’interazione tra una metodologia di scenario di tipo ciclico e una metodologia operativa di tipo quantitativo crea il supporto informativo ottimale per la gestione della posizione, con un’enfasi particolare posta sui concetti di reward/risk (rapporto rendimento/rischio) e di money management.
La nostra Metodologia Ciclica, che trae origine dai modelli e dalle teorie di Schumpeter e di Ian Notley, integrati da studi, applicazioni e algoritmi proprietari e vincitrice per due volte, nella sua prima versione, del premio Leonardo d’Oro della Ricerca Finanziaria 1998 (Premio Speciale della Giuria per l’Originalità della Ricerca) e 1999 (Primo Premio nella Categoria Analisi Tecnica), fornisce una percezione unica dell’intreccio tra mercati e economie.
Il termine “ciclicità” viene erroneamente confuso con una generica ripetitività esatta degli eventi. Esso è invece collegato alla natura e in particolare a quella umana, dove tutto si muove in cicli, a partire dalle emozioni (sentiment) dei partecipanti dei mercati.


I mercati si muovono in cicli, in una costante traslazione su vari archi temporali, dal minimo al massimo, dalla paura all’avidità, poi ancora alla paura. Questo ciclo ha distorsioni provocate dai trend secolari, ma non ha mai interruzione.
I mercati non sono lineari.
Indicatori
Scarica, cliccando sui bottoni collegati, le brevi guide dedicate agli indicatori che trovi nella pagina dei Charts. Gli indicatori si suddividono in STANDARD e PROPRIETARI. Le guide ti aiutano a comprendere come sono costruiti gli indicatori, a cosa servono e come possono essere leggeti al meglio, oltre ai vantaggi e svantaggi del loro utilizzo.
La guida dedicata a quelli STANDARD è completa mentre quella degli indicatori PROPRIETARI è in aggiornamento.
Composite Momentum Oscillator
Il Composite Momentum è un indicatore di analisi tecnica creato da Francesco Caruso ed è parte fondamentale nel paper che ha vinto il “John Brooks Award IFTA” 2008-2009 come miglior lavoro presentato da un MFTA – Master of Financial and Technical Analysis.
Immaginate il tapis roulant di un aeroporto, quello che scorre lungo i corridoi che separano una zona dall’altra. L’aeroporto sono i mercati. La zona da dove partite è il punto di partenza di un trend. La zona dove scendete dal tapis roulant è il punto di arrivo, da dove poi parte un altro tapis roulant (un altro trend). Il Composite Momentum è il tapis roulant che unisce queste zone: unisce il punto di partenza di una tendenza al suo punto di arrivo.
Esattamente come succede per il tapis roulant, se voi provate a percorrerlo in senso inverso fate una gran fatica e ottenete poco risultato. Inoltre, appena vi fermate per riposarvi il movimento di fondo del tapis roulant vi riporta in men che non si dica da dove siete partiti. Se invece correte nella stessa direzione del tapis roulant, vi sembra di volare leggeri.

Questo è quello che succede a chi si oppone al momentum di fondo di un mercato (che è come chi corre controsenso: tanta fatica, poco risultato e comunque il tapis roulant non cambia direzione) rispetto a chi invece lo asseconda. Chi infine cammina lungo il corridoio, nella direzione giusta ma sul pavimento e non sul tappeto scorrevole, è nei confronti di chi usa il tappeto esattamente come chi ha una allocazione statica contro chi la sa variare con disciplina a seconda del trend: arriverà anche lui, ma ci metterà più tempo, sarà più stanco, avrà fatto più fatica e a volte, se non si mette a correre, perderà pure il volo.
Il Composite Momentum serve a capire: quando salire sul tapis roulant, in che direzione si va e dove può essere opportuno scendere o prepararsi alla discesa.
Glossario Economico
ACCUMULAZIONE – E’ il processo di acquisto da parte delle “mani forti” che non si riflette immediatamente in una variazione di prezzo e trend. Ha luogo su un bottom ciclico. Quando l’accumulazione è terminata, prende corpo il kick-off iniziale della fase di inversione. A sua volta, l’aumento del prezzo genera un maggior interesse sul titolo. Da questo punto in poi, questi acquisti sono di tipo trend-following e sono motivati da una situazione che diviene via via chiaramente migliore nei fondamentali del mercato/titolo considerato. Tanto più alto è il prezzo, quanto più irrazionale diviene il comportamento di chi acquista. In termini tecnici è l’arco temporale nel corso del quale i prezzi fluttuano lateralmente precedendo un ampio movimento rialzista. Il movimento dei prezzi si evolve normalmente in caratteristiche configurazioni grafiche dette Bottom Congestion Patterns che costituiscono, in questo caso, dei modelli primari di inversione (Major Reversal Patterns) quali, ad esempio: Head & Shoulder bottom, Double & Triple bottom, Expanding bottom, Rounded bottom, ecc.
BEAR MARKET – (MERCATO ORSO o RIBASSISTA) Fase di mercato caratterizzata da una tendenza primaria negativa. Si distingue in SECULAR (secolare o di lunghissimo termine), MAJOR (primario o di lungo termine) e MINOR (secondario o di medio termine).
BULL MARKET – (MERCATO TORO o RIALZISTA) Fase di mercato caratterizzata da una tendenza primaria positiva. Si distingue in SECULAR (secolare o di lunghissimo termine), MAJOR (primario o di lungo termine) e MINOR (secondario o di medio termine).
BREAKDOWN – Termine utilizzato per indicare il perforamento di significativi livelli di supporto delimitanti aree di congestione o linee di tendenza (trendlines) rialziste.
BREAKOUT – Termine utilizzato per indicare il perforamento al rialzo di livelli di resistenza delimitanti aree di congestione o di linee di tendenza (trendlines) ribassiste.
BUYING CLIMAX – Situazione di mercato che identifica una zona di prezzi nell’ambito della quale, data l’inclinazione della salita precedente, è da ritenere molto rischioso procedere a nuovi acquisti. L’area di Buying Climax può essere estesa oppure ridotta, come nel caso di uno spike top (vedi di seguito).
CANALE – Fluttuazione dei prezzi, ascendente o discendente, compresa in un’area delimitata da una linea di tendenza e da una retta parallela al Trend. Si distinguono canale ascendente (Uptrend Channel, Upper Channel) e canale discendente (Downtrend Channel, Lower Channel).
CONGESTIONE – Fase di mercato laterale in cui non si verificano apprezzabili variazioni.
CONSOLIDAMENTO LATERALE – Arco temporale nel corso del quale i prezzi fluttuano lateralmente nell’ambito di un ampio movimento rialzista, determinando una battuta di arresto del trend. Il movimento dei prezzi si evolve normalmente in configurazioni grafiche dette Bull Consolidation (o Continuation) Patterns; tra i più comuni modelli di consolidamento (o di assestamento) si citano: Triangoli, Flags, Wedges e Rettangoli.
DAILY – giornaliero (es.: Daily Range = range giornaliero, cioè escursione compresa tra massimo e minimo del giorno).
DCL – DAILY CLOSE: chiusura giornaliera, ultimo prezzo o prezzo di riferimento della seduta.
DERIVA – Fase in cui, dopo una spinta piuttosto lunga del mercato in una direzione (es.: al rialzo), il Momentum comincia a muoversi in senso opposto (es.: ribasso) prima del prezzo, anticipandone l’inversione.
DIREZIONALITA’ – Indica il grado di intensità e di persistenza di un mercato. Quando è alta è indice di trend forte; quando è bassa è indice di trend incerto e/o di trading range e congestione.
DISTRIBUZIONE – E’ il processo di vendita da parte delle “mani forti” che non si riflette immediatamente in una variazione del prezzo e del trend. Ha luogo su un top ciclico. Quando la distribuzione è terminata, prende corpo il kick-off iniziale della fase di inversione. A sua volta, la diminuzione del prezzo genera un maggior timore sul titolo. Da questo punto in poi, queste vendite sono di tipo trend-following, e sono motivate da una situazione che diviene via via chiaramente peggiore nei fondamentali del mercato/titolo considerato. Tanto più basso è il prezzo, quanto più irrazionale diviene il comportamento di chi vende.
DIVERGENZA – Circostanza in cui prezzo ed oscillatore non manifestano tendenze simili, ovvero il secondo non conferma i nuovi massimi (in un trend rialzista) o i nuovi minimi (in un trend ribassista) del primo. L’importanza della divergenza è funzione della sua grandezza ed estensione temporale. Può esistere – nei trends molto forti – una successione di più divergenze.
DOWNTREND – Trend negativo o anche la linea di tendenza (trendline) che congiunge massimi relativi (resistenze) decrescenti.
ELLIOT WAVE THEORY – Teoria elaborata negli anni ’30 da Elliott su basi sia matematiche (Fibonacci) che comportamentali/psicologiche per spiegare organicamente gli andamenti del mercato azionario americano.
Nella sua accezione originaria, questa teoria è applicabile solo ai mercati azionari per la loro natura secolare inflattiva; ora viene applicata a tutti i mercati, con i dovuti adattamenti. La base metodologica è la seguente: per un insieme di motivi i mercati si muovono in ondate (waves). Le spinte-impulso nella direzione del trend sono tre (onde [1],[3],[5]), intervallate da due correttive (onde [2],[4]); quando alla fine della [5] si è conclusa una spinta-impulso, parte un contromovimento correttivo in tre ondate (A,B,C). A sua volta, ogni sottospinta è suddivisa al suo interno alla stessa maniera (impulso [1]…[5], correzione A-B-C). Regole base:
- le caratteristiche delle onde correttive [2] e [4] si alternano (se la [2] è una correzione semplice [A-B-C], la [4] sarà una correzione più complessa e viceversa; se la [2] è una correzione secca, la [4] sarà morbida e/o laterale, e viceversa).
- L’onda [3] è di solito la più lunga ed estesa spinta-impulso del trend; in nessun caso può essere la più corta rispetto sia alla [1] che alla [5]. Accade a volte che l’onda più estesa sia la [5], specie nei mercati delle commodities, o quando il trend è molto forte e termina con uno spike.
- La lunghezza tra le varie onde impulso è regolata dai rapporti di Fibonacci tra un’onda e quelle che la precedono (0.618, 1, 1.382, 1.618, 2, 2.382 ecc.); ma soprattutto, e più importante operativamente, anche le correzioni sono regolate dai rapporti di ritracciamento di Fibonacci (0.382, 0.5, 0.618, 0.786, 1).
Per ulteriori approfondimenti, assolutamente necessari data l’estrema strutturazione della teoria, rimandiamo alla relativa bibliografia (Elliot Wave Principle).
ESTENSIONE – Fase di mercato in cui, al culmine di un trend molto forte, i prezzi continuano a muoversi nella direzione primaria mentre il Momentum (XTL) si muove lateralmente. Indica un prolungamento nella fase di distribuzione (se il trend è rialzista) o di accumulazione (se il trend è ribassista) del mercato. Spesso questa è la fase del trend caratterizzata da maggior emozionalità.
FAN LINES – Linee di tendenza tracciate a ventaglio con inclinazione via via minore, con origine in un unico punto (origine del trend). Spesso usate quelle di Fibonacci (38-50-62%).
FORZA RELATIVA – L’analisi dell’andamento del rapporto tra un mercato e un altro, tipicamente tra un titolo e l’indice di riferimento. Quando la Forza Relativa è in salita indica che il titolo sovraperforma il mercato, e viceversa. E’ un elemento essenziale nel processo di allocazione del portafoglio.
GAP – Situazione di mercato per la quale il livello di minimo odierno risulta superiore al livello del massimo registrato precedentemente (Gap Up), oppure per la quale il livello di massimo risulta inferiore al livello del minimo della seduta precedente (Gap Down). Oltre i Gaps giornalieri si registrano inoltre quelli settimanali e mensili, determinati ponendo a confronto i rispettivi livelli massimi e minimi. I Gaps si distinguono in:
- Common (o Area) Gap – si registra nell’ambito di aree di congestione e non è particolarmente significativo.
- Breakaway Gap – si registra in occasione della fuoriuscita da aree di congestione o di perforamento di linee di tendenza rafforzando l’efficacia del movimento.
- Runaway Gap – si registra nell’ambito della fase di accelerazione un movimento.
- Exaustion Gap – si registra in fase di esaurimento di tendenza. L’immediata ricopertura del gap segnala l’avvenuta inversione di tendenza. Se accoppiato a un gap di segno opposto, crea l’Island Reversal.
INSIDE DAY – (WEEK, MONTH) Periodo caratterizzato da un range completamente contenuto all’interno di quello del periodo precedente.
IPERCOMPRATO – (OVERBOUGHT) Situazione di mercato caratterizzata da una eccessiva pressione della domanda che prelude ad una correzione ribassista. E’ misurata dagli oscillatori ed in particolare dall’RSI – Relative Strength Index (in questo caso individuata da valori superiori a 70 (max=100)).
IPERVENDUTO – (OVERSOLD) Situazione di mercato caratterizzata da una eccessiva pressione dell’offerta, che spesso prelude ad una correzione rialzista. E’ misurata dagli oscillatori ed in particolare dall’RSI – Relative Strength Index (in questo caso individuata da valori dell’indice inferiori a 30 (min=0)).
ISLAND REVERSAL – (TOP, BOTTOM) Modello di rovesciamento di tendenze nell’ambito del quale un periodo – o gruppo di periodi – è separato dal movimento precedente e seguente da Gaps.
KEY REVERSAL – (WEEK, MONTH) Seduta (o escursione settimanale o mensile) nel corso della quale si registra un nuovo massimo (minimo) seguito da una chiusura inferiore (superiore) al minimo (massimo) del periodo precedente. Rappresenta spesso un potente segnale di inversione della tendenza in atto.
LONG – Posizione operativa detta anche rialzo, dove l’operatore/investitore compra con lo scopo di rivendere a prezzi più alti.
MIDRANGE – (MIDDLE RANGE) Punto mediano dell’escursione → (High + Low)/2
MOMENTUM – grado di forza di un mercato. E’ anche misurato dal Rate of Change.
MONTHLY – mensile (es.: Monthly Range = range mensile, cioè escursione compresa tra massimo e minimo del mese).
MCL – MONTHLY CLOSE: chiusura mensile, ultimo prezzo dell’ultima seduta del mese solare.
NECKLINE – Linea ideale di supporto o di resistenza il perforamento della quale completa tipiche formazioni di inversione (Head & Shoulders, Double e Triple Top o Bottom).
OPEN INTEREST – Numero di contratti aperti al termine di ogni seduta operativa dei Futures Markets.
OUTSIDE DAY – (WEEK, MONTH) Periodo caratterizzato da un range esterno rispetto a quello del periodo precedente (massimo superiore + minimo inferiore).
OVERLAP DAY – (WEEK, MONTH) Periodo caratterizzato da un’escursione sovrapposta per circa 3/4 al range precedente; segnala una stabilizzazione della tendenza in atto. Si definisce Not Overlap Day un’escursione sovrapposta per non più di 1/10 al range precedente; segnala un’accelerazione del movimento in atto.
PIVOT POINTS – Livelli di massimo o di minimo relativo di un movimento; identificano significativi livelli di supporto o di resistenza o valori determinanti per l’individuazione dei retracement.
QUARTERLY – trimestrale (es.: Quarterly Trend = trend trimestrale o Super Long Term Trend).
RANGE – Escursione dei prezzi nell’ambito di una seduta operativa (o nel corso di una settimana o durante un mese).
REDISTRIBUZIONE – Arco temporale nel corso del quale i prezzi fluttuano lateralmente nell’ambito di un ampio movimento ribassista determinandone una battuta di arresto. Il movimento dei prezzi si evolve normalmente in caratteristiche configurazioni grafiche dette Bear Consolidation (o Continuation) Patterns; i modelli grafici sono i medesimi già citati a proposito delle aree di Accumulazione e Consolidamento.
RETRACEMENTS – Ampiezza dei possibili movimenti correttivi. Tale valutazione si affida a classiche regole di misurazione (33-38%, 50%, 62-66%) derivanti dai lavori di Gann e di Elliott.
RESISTENZA – (RESISTANCE LEVEL) Livello di prezzo intorno al quale è probabile il concretizzarsi di una forte pressione di offerta in grado di contrastare un movimento rialzista.
REVERSAL – Seduta operativa (o escursione settimanale o mensile) nel corso della quale si registra un nuovo massimo (minimo) seguito da un livello di chiusura inferiore (superiore) a quello relativo alla seduta (settimana, mese) precedente. Può rappresentare un segnale di arresto o inversione della tendenza in atto.
ROTAZIONE – Il processo di cambiamento di leadership all’interno di un mercato azionario.
RSI (Relative Strength Index) – Indicatore di forza relativa, creato da Wilder. Tipicamente, misura il grado di forza ma anche di ipercomperato (tra 80 e 100) o di ipervenduto (tra 20 e 0) di un mercato.
SELLING CLIMAX – Situazione di mercato che identifica una zona nell’ambito della quale è da ritenere rischioso procedere ad operazioni di vendita allo scoperto (posizioni “corte”).
SHORT – Posizione operativa detta anche ribasso, dove l’operatore/investitore vende a termine con lo scopo di ricomperare a prezzi più bassi.
SPIKE – Periodo operativo caratterizzato da un’ampia escursione nella direzione del trend. Appare appunto sul grafico come una punta (spike). Il segnale costituisce l’accelerazione finale del movimento e prelude ad una correzione o ad una inversione (spike top/bottom).
STOCASTICO (ST%) – Oscillatore che per la propria natura e costruzione serve ad identificare sia le situazioni di potenziale svolta nelle fasi laterali o di trading range, sia le occasioni di acquisto nei trends rialzisti e quelle di vendita nei trends ribassisti. Scala da 0 a 100, zone rosse sopra 80 e sotto 20. Come tutti gli oscillatori, durante un trend molto forte lo ST% tende a rimanere in zona di eccesso (es.: sopra all’80 in un trend rialzista e sotto al 20 in un trend ribassista) per un tempo prolungato; quindi, non è corretto operare a priori in senso contrario fino a che non vi è una conferma da parte del prezzo (es.: segnale del COT). Una nota variante lenta dello stocastico, derivata dal ROC, è il KST% di Martin J. Pring.
STOP LOSS – Livello di prezzo raggiunto il quale è necessario liquidare la posizione (“lunga” o “corta”) ed assumere un atteggiamento neutrale. Il segnale deve essere sempre rispettato al fine di limitare le perdite.
STOP & REVERSE (SAR) – Livello di prezzo raggiunto il quale può essere conveniente invertire direttamente la posizione assunta (da “lunga” a “corta” o viceversa).
SUPPORTO – (SUPPORT LEVEL) Livello di prezzo raggiunto il quale è probabile il concretizzarsi di una forte pressione di domanda in grado di contrastare un movimento ribassista.
TARGET – Livello di prezzo a cui tende il movimento corrente (obiettivo di mercato).
TRADING RANGE – Situazione di mercato per la quale il movimento dei prezzi fluttua lateralmente nell’ambito di una zona delimitata da un livello superiore (resistenza) e da un livello inferiore (supporto).
TREND – Retta che identifica una tendenza in atto.
TRENDLINE – Linea retta che unisce due o più punti di svolta (due minimi, due massimi). Quando unisce dei minimi si chiama Trendline di supporto, quando unisce dei massimi Trendline di resistenza.
UPTREND – Trend positivo oppure la linea di tendenza (Trendline) che congiunge minimi relativi (supporti) crescenti.
VOLATILITA’ – Componente essenziale insieme alla direzionalità del trend. Un mercato volatile è caratterizzato da escursioni (giornaliere, settimanali ecc.) più ampie rispetto alla propria media.
WEEKLY – settimanale (es.: Weekly Range = range settimanale, cioè escursione compresa tra massimo e minimo della settimana).
WCL – WEEKLY CLOSE: chiusura settimanale, ultimo prezzo del venerdì.